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Description
DI MEO's "Erminia" Fiano di Avellino DOCG displays a brilliant golden yellow color. Its bouquet develops slowly, revealing smoky notes typical of the grape, accompanied by yellow flowers, molasses, resin, and beeswax, for an authentic and refined profile. On the palate, it offers a perfect balance between acidity and savory flavors, with a smooth body, a good alcohol content, and a long, persistent finish, ideal for those seeking a wine with great personality.
Note di Degustazione
👁
Vista
Giallo dorato con riflessi ambrati
👃
Olfatto
Nocciola matura, vaniglia, pesca, miele, note di burro
👅
Gusto
Morbido e strutturato, fresco, finale lungo e avvolgente
Scheda Tecnica
ProduttoreDI MEO
DenominazioneFiano di Avellino DOCG — Riserva
RegioneCampania
Gradazione13% Vol.
FormatoStandard (0.750 liters)
AffinamentoAffinamento in barrique di rovere, poi bottiglia
DI MEO's "Erminia" Fiano di Avellino DOCG displays a brilliant golden yellow color. Its bouquet develops slowly, revealing smoky notes typical of the grape, accompanied by yellow flowers, molasses, resin, and beeswax, for an authentic and refined profile. On the palate, it offers a perfect balance between acidity and savory flavors, with a smooth body, a good alcohol content, and a long, persistent finish, ideal for those seeking a wine with great personality.
Note di Degustazione
👁
Vista
Giallo dorato con riflessi ambrati
👃
Olfatto
Nocciola matura, vaniglia, pesca, miele, note di burro
👅
Gusto
Morbido e strutturato, fresco, finale lungo e avvolgente
Scheda Tecnica
ProduttoreDI MEO
DenominazioneFiano di Avellino DOCG — Riserva
RegioneCampania
Gradazione13% Vol.
FormatoStandard (0.750 liters)
AffinamentoAffinamento in barrique di rovere, poi bottiglia
DI MEO
Campania — Irpinia, Salza Irpina (AV)
Fondazione1986 (primo vino) — tenuta di famiglia dagli anni '80
Ettari vitatiVigneti nelle tre zone DOCG irpine
FondatoriErminia, Generoso e Roberto Di Meo — oggi Roberto e Generoso
VitigniFiano, Greco, Aglianico, Coda di Volpe
ConduzioneEsclusivamente autoctoni — pressatura soffice, azoto inerte, Linea Tempo
Quindici chilometri a est di Avellino, tra i Monti Picentini e il Partenio, in una delle zone più silenziose e suggestive dell'Irpinia, sorge un casale del Settecento che fu residenza di caccia dei Principi Caracciolo. Dolci declivi ventilati, colline che guardano verso Salza Irpina e Parolise, un microclima che le correnti fresche degli Appennini rendono ideale per i grandi vitigni autoctoni campani. È qui che nei primi anni Ottanta i fratelli Erminia, Generoso e Roberto Di Meo rilevarono la storica tenuta di famiglia dai genitori Vittorio e Alessandrina — e decisero di trasformarla in qualcosa di più grande.
L'obiettivo era chiaro e ambizioso: produrre vini esclusivamente da varietà autoctone irpine — Fiano, Greco, Aglianico, Coda di Volpe — e al tempo stesso valorizzare il patrimonio culturale e territoriale che quella terra custodisce da millenni. Nel 1986 uscirono i primi vini a etichetta Di Meo. Mentre l'Irpinia viveva la sua stagione di grande rilancio — con il riconoscimento delle tre DOCG Fiano di Avellino, Greco di Tufo e Taurasi — la cantina cresceva rapidamente, costruendo una delle reputazioni più solide del panorama campano.
Oggi l'azienda è guidata da Roberto — enologo, enotecnico e responsabile commerciale — e da Generoso, ideatore di Di Meo Vini ad Arte, progetto che connette vino, arte e identità irpina. In cantina Roberto ha costruito una filosofia tecnica precisa: pressatura soffice, utilizzo di azoto inerte per proteggere gli aromi, solfiti ridotti al minimo, fermentazione a temperatura controllata.
Il progetto più originale e coraggioso della cantina è la Linea Tempo. Sfidando il luogo comune che i vini bianchi vadano bevuti giovani, Roberto conserva parte delle bottiglie di Fiano di Avellino e Greco di Tufo in cantina per anni — a volte per molti anni — e le rilascia sul mercato solo quando hanno raggiunto la loro piena espressione evolutiva. Sugli scaffali di Uveggiando puoi trovare annate con dieci, quindici o anche vent'anni sulle spalle: bianchi profondi, complessi, con note di frutta secca, resina, fiori appassiti e una mineralità affilata che solo il tempo sa costruire. Una dichiarazione d'amore per due vitigni spesso sottovalutati — e la prova concreta che Fiano e Greco, con la loro struttura e la loro acidità naturale, sono grandi vini da invecchiamento, al pari dei migliori Borgogna bianchi o dei Riesling tedeschi.
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